IL NUOTO
line-blu.jpg (2843 byte)
 
 
 
1-la rana 
Line-red.jpg (929 byte) 

presentazione tecnica 

E uno stile non sempre amato dagli atleti più "tecnici", perchè si tratta di una nuotata piuttosto naturale.  C'è insomma chi la "sente" molto, la nuota in modo impeccabile senza aver avuto una sola lezione. Come c'è chi non si sente portato e resta un mediocre ranista anche se atleta olimpionico in altre specialità. La rana è una nuotata che si svolge principalmente sul piano orizzontale. Le due braccia vengono spinte in avanti contemporaneamente e vicine tra di loro. Quando sono al punto giusto inizia la fase di trazione: le mani si separano e "trasinano" indietro l'acqua. Le mani si rcongiungono sotto il petto e sono pronte ad avanzare di nuovo. Anche le gambe compiono un movimento che ha un qualcosa di circolare: vengono dapprima raccolte in mood che i piedi arrivino vicino ai glutei, e poi vengono lanciate indietro il modo che si dia un calcio all'acqua, e la si spinga indietro. Le gambe poi vengono riportate in avanti.  
Ciascuna coppia di arti (braccia e gambe) ha dunque due fasi: una utile all'avanzamento (quando spingono indietro l'acqua) e una anti-idrodinamica (quando vengono portate in avanti, e allora frenano l'avanzamento). Perchà l'avanzamento sia sufficientemente continuo, l'azione delle due coppie di arti viene sfasata in modo opportuno: quando le braccia "tirano indietro l'acqua", le gambe vengono portate in avanti e quindi si approfitta della trazione delle braccia per compiere il movimento contrario all'avanzamento. Quando sono le gambe a scalciare, le braccia approfittano di questo momento per andare avanti, contro la corrente, e quindi a trovarsi pronte per la loro fase attiva... 
STILE. La rana veloce beccheggia molto (la testa sale  e scende). La rana "tranquilla" tende ad essere più liscia, più vicina al pelo dell'acqua. La rana veloce (da gara) tende ad avere un ciclo delle braccia stretto (molte bracciate non troppo ampie, che arrivano vicine al petto). La rana subacquea (quella svolta ad esempio dai sommozzatori) tende ad avere bracciate più ampie, che arrivano vicine ai fianchi.  
La rana è l'unico stile che non ha bisogno di "rompere" la superifcie dell'acqua: si può stare sempre sotto. Ed in effettiq uesta condizione è ideale dal punto di vista idrodinamico.  Tuttavia i regolamenti internazionali  vietano di stare sotto, per lo meno durante le competizioni. 
La respirazione è facile e poco critica.  
PARTENZE. Le partenza a rana avvangono dai cubi fuori dall'acqua, generalmente si prende lo slancioe si fa un tutto. Si fa un ciclo sott'acqua e prima che finisca il secondo ciclo (per regolamento) si deve riemergere.  
VIRATE. La  si fa toccando con le due mani (contemporaneamente!) il bordo della piscina. Poi una mano si stacca e si porta verso la corsia percorsa. I piedi appoggiano sul bordo sott'acqua e ci si da una forte spinta verso la corsia. Mentre si spinge (e ci si stacca dal bordo) ci si gira in modo da trovarsi di nuovo nelal corretat posizione (a pancia in giù). 

COMMENTO. E' uno stile eccellente per l'esercizio fisico, forse proprio il migliore. Si può infatti nuotare a rana con un ciclo ogni cinque secondi come nuotare a rana in modo parossistico per una gara sui 100 metri. Si può nuotare a rana con uno stile da competizione, si può nuotare la rana subacquea, si può tenere sempre la testa fuori, la si può immergere... Insomma, è senza dubbio la nuotata più flessibile e adattabile alle esigenze più disparate: dalla pensionata che vuol passare un quarto d'ora in piscina o nel mare, fino all'atleta che punta al titolo mondiale. Un vantaggio grandissimo della rana (condiviso dal delfino) è la sua simmetricità. Sia le gambe che le braccia compiono lo stesso identico esercizio negli stessi tempi.  
Si può osservare in molti nuotatori a rana una certa asimmetricità (sopratutto nelle gambe, cosa comune tra i principianti). Ma la rana fatta come si deve muove braccia e gambe in modo perfettamente sincronizzato. 
In pratica, il nuotatore che ha un'asimmetria nella forza degli arti (cosa comune per le braccia, perchè di solito il braccio destro è più sviluppato del sinistro) tende con un meccanismo di feed-bak a riportare la forza e l'ampiezza del gesto in modo che sia compensativo della diversità. Ad esempio, se un nuotatore "tira" l'acqua in modo maggiore col destro, tende a "forzare" il braccio sinistro in mood che questa asimmetria venga compensata. Come si vede, è una cosa eccellente sia per chi deve rieducare un arto operato, ingessato, ridotto all'immobilità o traumatizzato. E per chi si da anche ad altri sport troppo asimmetrici (es il solito terribile tennis).  
Nella rana classica una parte notevole della spinta viene dalle gambe. Una certa rana moderna ridimensiona il loro ruolo, ma resta comunque lo stile che impegna di più le gambe. Questo è un punto a svafore per chi vuole riequilibrare un altro sport che gli fa lavorare solo le gambe (calcio, ciclismo...) ma è vantaggioso per chi le vuole tenere in esercizio.  

CONCLUSIONI: la sua flessibilità (si può fare una rana leggerissima e tutta aerobia come "tirare" una rana molto dura e anerobia...) ne fanno lo stile ideale per l'allenamento generico. La sua simmetricità e la facilità della respirazione ne fanno uno stile facile e naturale.  

 

line-blu.jpg (2843 byte)

torna alla pagina dedicata al nuoto

torna all'indice